"Figlio mio, stai per finire la tua Università sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio". Questa una delle frasi più emblematiche della lettera di Pier Luigi Celli al figlio, pubblicata qualche giorno fa sui giornali e che non ha mancato di suscitare polemiche. Ma cosa può offrire veramente oggi l'Italia alle nuove generazioni? E' giusto che sempre più giovani laureati debbano fuggire all'estero per trovare una propria realizzazione?




